Vittorio Sgarbi pagato dal Comune di Conegliano 1.500 euro per presentare il suo libro

diRoberta Polese

Fa discutere il compenso al sottosegretario. Il sindaco: «Non c’è nulla di male, era qui in veste personale»

Sgarbi-Gate: seconda puntata. Il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi era a Conegliano (Treviso) il 12 gennaio scorso per presentare il suo libro «Michelangelo. Rumore e Paura» edito da La Nave di Teseo, nell’ambito della rassegna «Autori in chiostro». L’appuntamento era per le 20.45 all’auditorium Dina Orsi. A creare scompiglio quella sera fu la sua richiesta di andare a visitare la mostra di De Chirico a tarda sera, dopo la sua lectio. Un’iniziativa che non ha mancato di provocare qualche dissenso, subito «ricucito» dal sottosegretario che ha affermato. «Me lo hanno chiesto loro», e per loro intende l’assessora e gli organizzatori. 

L’inchiesta

Ma c’è un dettaglio inedito rispetto a quella serata. È confermato, infatti, che il sottosegretario abbia preso dal Comune 1.500 euro di compenso per presentare il suo libro. Un dettaglio che non ha mancato di riportare «Il Fatto quotidiano», che insieme a Report ha realizzato un’inchiesta su un traffico di opere d’arte contraffatte che vede Sgarbi indagato a Macerata. Tuttavia anche l’Antitrust sta facendo accertamenti sul sottosegretario per i compensi non dichiarati per la partecipazione a eventi e mostre.

Cosa dice la legge

Probabilmente nel fascicolo entreranno anche i 1500 euro di compenso che Fabio Chies, sindaco stesso di Conegliano, nonché coordinatore provinciale di Forza Italia, conferma di aver dato al sottosegretario Sgarbi per la sua partecipazione. «Non c’è nulla di male, è un cachet come gli altri, il sottosegretario Sgarbi è venuto qui a titolo personale – spiega – non in veste di Sottosegretario». Certo, ma il libro che presentava era proprio il suo. «Non ci trovo nulla di male – continua il sindaco – la gente in sala non ha pagato, per il pubblico la serata era gratuita». Sgarbi è vincolato alla legge 215/2004 che impone a chi la ricopre di dedicarsi «esclusivamente alla cura degli interessi pubblici». Dal giuramento in poi, «al titolare non può derivare, per tutta la durata del governo, alcuna forma di retribuzione o vantaggio». La legge vieta anche di «esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati».

Il precedente

Il primo «Sgarbi-gate» registrato in Veneto riguardava i 3.500 euro pagati l’anno scorso dalla società che ha organizzato una mostra a Polesella, in provincia di Rovigo, alla cui vernice è arrivato anche il sottosegretario alla cultura. Due ore di conferenza, e un brano prodotto per un catalogo dell’esposizione. Sgarbi è stato segnalato all’Antitrust nei mesi scorsi per aver percepito 300 mila euro da incarichi professionali ottenuti durante la sua carica istituzionale di Sottosegratario alla Cultura. Certo rispetto a questa cifra 1500 euro dal comune di Conegliano sono ben poca cosa.

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23 gennaio 2024 ( modifica il 23 gennaio 2024 | 11:41)

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